Giardino a clima arido

Il giardino a clima arido nasce da un’esigenza: non si vuole portare acqua in prossimità di quell’ambiente, non si ha abbastanza acqua, si opta per una scelta che non prevede manutenzione.

Queste sono in genere le motivazioni principali.

A volte, scopro con grande simpatia persone che invece amano questo genere. Naturalmente le piante su cui si attingerà la nostra scelte sono: grasse, succulente e graminacee.

Importante sarà il contesto e l’ambientazione! Banalizzare un’aiuola a clima arido in un semplice Rock garden è un’idea superata e onestamente poco emozionante. Bisogna lavorare con pietra naturale, con lapillo o sabbia si silicio, vecchi tronchi armonizzati. Con questi ingredienti, compatibilmente con il luogo a disposizione, bisognerà creare movimento, qualcosa che crei sorpresa, armonia tra gli elementi.

Io sono un fautore di questi angoli, ritenendoli estremamente belli ed eleganti. Va tuttavia sottolineato che per avere un buon effetto necessitiamo di un’ottima posizione, un buon microclima che faccia si che tutto ciò che mettiamo a dimora abbia un futuro e non esca massacrato dall’inverno e dalle intemperie. Se ci saranno questi presupposti le scelte dei cultivar saranno varie e di conseguenza la fantasia potrà spaziare.

Ogni elemento o accessorio d’arredo contribuisce in maniera importante al buon esito del lavoro; così il lapillo vulcanico con il suo rosso lavico sarà un ottimo ammendante per le piante e una grande sentinella per le infestanti, donando un senso di ordine e di pulito alla base dell’aiuola. L’umidità mattutina lo accende di un rosso vivo; ed è questo probabilmente il suo momento migliore, in aggiunta a quando piove (il bagnato lo valorizza di più).

La pietra naturale permette di creare muretti che ricordano quelli che noi troviamo nel sud d’Italia. Al di là dell’aspetto intonato, ha una valenza anche protettiva nei confronti delle piante, che va ricordato amano l’asciutto, un altissimo drenaggio (l’acqua deve scorrere via). Per questo noi lo otteniamo innanzitutto garantendoci un’altezza artificiale rispetto al suolo di partenza. Penso infatti alle piogge di novembre, che non danno mai tempo al terreno di asciugarsi. Un’aiuola creata con un muretto, si alzerà dal terreno salvaguardando le radici delle piante che vanno messe a dimora in un terreno pozzolanico con pomice ed un po’ di humus.

Se mai vi capiterà l’occasione di visitare a Montecarlo il Jardin Exotique, dubito che non verrete rapiti e tentarne un esperimento anche a casa vostra.

Questo tipo di aiuole ha il grande vantaggio di non avere manutenzione: non richiede né cure né prodotti anti-crittogamici; è altamente un paesaggio lunare, ecco perché chi crea deve avere le idee ben chiare su dove e come agire.

 

Una volta inquadrato l’ambiente si dovrà procedere creando la culla dell’aiuola che potrà essere: in muratura, in legno o semplicemente una duna; a secondo delle richieste e delle necessità del contesto.

La scelta del terriccio è obbligata, come dicevo, deve essere composta da una base di pomice, pozzolana ed humus.

Più l’ambiente sarà riparato dai freddi venti invernali, più l’ambiente avrà protezioni climatiche, esposizioni favorevoli e più si potranno scegliere piante subtropicali. Non si possono elencare ora in quanto la scelta sarebbe vastissima, ma sicuramente la prima pianta che non dovrà mai mancare è l’aloe.

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